Il fascino della Storia

Una valle che per secoli è stata zona di confine, e pertanto punto di passaggio obbligato per le comunicazioni tra Nord e Sud, tra area teutonica e mediterranea, tra impero e papato… un passato che ha lasciato le sue indelebili tracce nell’aspetto che il territorio ha assunto oggi. E’ questo il fascino della Piana Rotaliana: la presenza di un passato, non troppo lontano, che ha bisogno solo di essere riscoperto.

Come Goethe, che alla fine del Settecento attraversò in carrozza questi territori diretto a sud, anche noi oggi possiamo ancora riconoscere, seminascoste tra la vegetazione, o incastonate tra le rocce, le impronte che la grande storia ha lasciato in questa valle: dal periodo feudale, con i suoi castelli sottoposti alla giurisdizione germanica ( Castello di Königsberg ), alle paure medievali, con i castelli protetti in insenature rocciose ( Castello di San Gottardo ); o ancora, alla crescita culturale sotto il Principato Vescovile di Trento (Castel Firmian).

Il grande passaggio di personaggi illustri, regnanti, diplomatici impegnati a tenere i rapporti tra Nord e Sud, si sussegue in Piana Rotaliana attraverso i secoli, e si sviluppa sia via terra, lungo il tracciato della Via Claudia Augusta, sia via fiume, sull’Adige che allora era navigabile. Nel Cinquecento e Seicento, questo movimento di persone e personaggi illustri porta al fiorire di palazzi di rappresentanza degni degli ospiti che qui facevano una sosta durante il loro lungo viaggio. Palazzo Martini, Palazzo della Vicinia e soprattutto Palazzo Firmian, con i celebri affreschi del pittore tedesco Paul Troger, forniscono uno spaccato dell’effervescenza culturale ed artistica del tempo. Intorno alla nobile famiglia Firmian si forma infatti una ‘corte’ di alto livello nella promozione della arti e nella politica, e membri della stirpe assumono un ruolo centrale nelle relazioni diplomatiche tra impero germanico e regni del sud. Anche le congregazioni religiose contribuiscono allo sviluppo culturale ed economico della zona, come ci ricorda la bellissima chiesa di S. Michele Arcangelo, un gioiello barocco inserito in un convento che diventerà, nell’Ottocento, uno dei centri di ricerca sulla vite dell’Impero Austro-ungarico.

La ‘bella vita’ tipicamente italiana che vive la Piana Rotaliana per secoli, fatta di Grand Tour, di viaggi scanditi da tappe frequenti, alla scoperta delle peculiarità locali, si interrompe bruscamente a metà dell’Ottocento (1858) con la costruzione dell’asse ferroviario del Brennero. Lo sviluppo del treno come mezzo di trasporto principale sancisce la fine dei viaggi a tappe che si facevano in carrozza o in nave, e porta di conseguenza al declino delle risorse legate all’ospitalità del territorio: i servizi di alloggio, di ristorazione e di intrattenimento, che avevano raggiunto livelli di qualità molto alti, perdono la loro importanza. Fortunatamente, oggi possiamo ancora, con occhio curioso, leggere e rivivere questo passato nei tanti monumenti e siti di interesse che costellano la Piana Rotaliana Königsberg.