Chiesa di Sant'Udalrico

Intreccio di storia e leggenda

Lavis

Un armonico connubio di stucchi, affreschi, marmi policromi e sculture lignee, come quelle della via crucis di Othmar Winkler, contraddistingue la più importante chiesa di Lavis, in cui storia e leggenda si intrecciano.

CHIESA DI SANT'UDALRICO

La presenza dell’edificio è attestata dal 1240, ma la leggenda vuole che sul luogo in cui oggi si erge la chiesa ci fosse una cappella, costruita prima dell’anno Mille, eretta per custodire alcune reliquie di Sant’Udalrico. Il vescovo di Augusta, infatti, viene fatto morire dalla credenza popolare proprio a Lavis, durante il viaggio di ritorno da Roma. Interessante notare che a quel tempo il fiume Avisio costituiva il passaggio dalla Germania all’Italia: il vescovo Udalrico, che lungo il viaggio si era gravemente ammalato, aveva pregato Dio che gli consentisse di morire in terra tedesca. E così avvenne: appena superato il ponte sull’Avisio che porta a Lavis, allora sotto dominazione germanica, il vescovo spirò.
Opere di ampliamento si susseguirono, fino a dare alla chiesa la forma attuale, che risale alla seconda metà del XVIII secolo, ed è stata realizzata su progetto dell’architetto Antonio Giuseppe Sartori da Castione.
Il campanile, con la parte inferiore gotica, è della metà del XV secolo. Da qui, tramite un portale a struttura di altare barocco, passando sotto la statua di Sant’Udalrico benedicente, si accede all’interno della chiesa. L’antico portale di accesso, rinascimentale, è ancora visibile sul lato sud.
L’interno è una vasta e luminosa aula decorata da stucchi policromi in stile roccocò e da pitture a fresco con scene bibliche dal sapore tiepolesco, opera di Bartolomeo Zeni, importante esponente del tardo barocco. Lo Zeni fu probabilmente aiutato, in particolare nelle navate laterali, dal promettente figlio, Domenico Zeni. Meritano attenzione l’altare maggiore settecentesco in marmi policromi, così come il tabernacolo. Pregevoli anche le tele, con la pala d’altare raffigurante il Santo Patrono Uldarico (1822) e le pale laterali con l’Assunzione di Maria e la Risurrezione, settecentesche ma con chiari richiami caravaggeschi. Gli altari laterali dedicati alla Madonna e al Crocifisso provengono dalla precedente chiesa, mentre, sempre lungo i lati, non si possono non notare le quattordici stazioni lignee della Via Crucis di Othmar Winkler, realizzate nel 1944. L’opera è sicuramente uno dei maggiori capolavori dell’artista e occupa un posto di prim’ordine nei grandi cicli di arte sacra moderna della regione.

Appunti in evidenza

Apertura: tutti i giorni dalle 7 alle 19

Bibliografia: Andrea Brugnara, I luoghi dell’arte e della storia nel Comune di Lavis, Comune di Lavis, 2006