Zambana

La patria del rinomato Asparago Bianco De.Co.

L'originario abitato di Zambana (oggi indicato col nome di Zambana Vecchia), posto ai piedi del monte Paganella ed all'imbocco della Val Manara, nacque come stazione di transito lungo la via di collegamento tra la valle dell'Adige e la Valle di Non.

L'area fu abitata fin dalla preistoria, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti. Si ricorda, in particolare, una successione stratigrafica di epoca mesolitica (8.000 anni fa), completa di uno scheletro femminile soprannominato “la donna di Vatte” (reperti custoditi presso il Museo delle Scienze di Trento).

Il paese ebbe, però, molto a soffrire sia per le paludi che lo circondavano, sia per le alluvioni del torrente Valmanara. Liberato dalla presenza paludosa solo dopo la regolarizzazione del corso del torrente Noce, iniziò a specializzarsi nella produzione dell’asparago bianco, oggi coltura rinomata a livello nazionale. 

Nel Novecento, Zambana visse, inoltre, un momento di florido sviluppo turistico, grazie alla costruzione della Funivia per Fai della Paganella (1925), che fu, però, bruscamente interrotto dapprima nel novembre del 1955, con lo sgombero a seguito del distacco di un enorme diedro di roccia, e, definitivamente, nell'aprile del 1956, quando una disastrosa frana si abbatté sul paese, spazzandolo via quasi interamente.

Di tanta rovina rimase in piedi solo la bella chiesetta dedicata ai SS. Filippo e Giacomo (XVI sec.), recentemente sistemata, che è separata dal paese da un resistente vallo di protezione.

Oggi la gran parte degli abitanti vive nel paese ricostruito a pochi chilometri di distanza, Zambana (per questo detta anche Zambana Nuova), la cui chiesa è anch'essa intitolata ai patroni SS. Filippo e Giacomo. Nella piazza del paese due macigni ricordano la frana del 1955.

Un ponte moderno, di forma e di fatto, il Ponte Arcobaleno, collega oggi le due borgate.

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